PER MOLTO TEMPO HO PROVATO A DIVENTARE SCRITTORE SENZA RIUSCIRCI
antonelloiovane
13 mar 2024
Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 14 mar 2024
Ospite di Peter Gomez nella trasmissione “La Confessione”, in onda sulla rai, Gianrico Carofiglio esprime alcuni concetti sulla scrittura interessanti e su cui riflettere
Peter Gomez “Quand’è che ha sentito la vocazione dello scrittore?”Intanto la vocazione la toglierei di mezzo. Le vocazioni, in generale, mi fanno molta paura. Quelli che, per esempio, fanno i magistrati perché sin da piccoli avevano la vocazione di fare giustizia, mi terrorizzano alquanto. È necessario distacco, è necessario laicità. I migliori magistrati, in particolare i migliori pubblici ministeri, sono quelli che volevano fare altro. Questo è fondamentale. Allo stesso modo, parlando di scrittura, gli scrittori, non so se ce ne sono, che dichiarano di aver avuto o di avere la vocazione alla scrittura, una sorta di demone che li chiama a fare tutto questo, mi suscitano qualche piccolo fremito di perplessità.
Ho sempre desiderato raccontare storie, mi è sempre piaciuto fin da quando ero piccolo, i libri mi sono sempre piaciuti, aspiravo a diventare uno scrittore, ma per molto tempo ci ho provato senza riuscirci e poi, nel 2000, c’è stata una convergenza astrale per cui ho cominciato a scrivere il primo romanzo e ho continuato a farlo per nove mesi
Peter Gomez “Quindi, per Lei, la scrittura è fatica?”La scrittura, prima di tutto è artigianato, è fatica, non c’è dubbio. Devi conoscere la tecnica, devi sapere che è duro lavoro. Devi sapere, almeno per quel che mi riguarda, che quello che scrivi per la prima volta quasi mai sarà buono. Devi sapere che il risultato finale è l’effetto di una serie di interventi progressivi. Devi sapere che non c’è nulla di scontato. Devi sapere, però, che la gratificazione che deriva quando funziona, cioè quando riesci a dire la verità su quel pezzo di condizione umana che hai scelto di raccontare e gli altri percepiscono questa verità, beh è una esperienza veramente formidabileAlla domanda in merito ai suoi detrattori, poi, lo scrittore ha così risposto
La critica al libro è sempre ammissibile, io sono contento che ci siano le critiche perché aspirare all’idea per cui il tuo libro piaccia a tutti è demenziale. Se il libro piace a tutti vuol dire che non hai scritto niente.Voi cosa ne pensate?
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