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B

  • Immagine del redattore: antonelloiovane
    antonelloiovane
  • 18 ott 2022
  • Tempo di lettura: 1 min

L’ultimo posto, lì in fondo, in solitaria era lì ad aspettarlo anche dopo la chiusura. Si siede ed, appena ci si muove, indossa le cuffiette e parte la musica. Una fermata e sale la solita gente. Un’altra sosta e qualcosa desta il suo stupore. Una nuova presenza ricoperta da una cascata di mori, folti e lunghi ricci. La mascherina non riesce a nascondere gli aggraziati lineamenti del suo viso, sotto quelle lenti buffamente appannate. Esile e minuta si perde tra i passeggeri a prua. Il giorno dopo abbandona la sua amata posizione, avanzando di qualche seduta, con la amena speranza che il sedile accanto sarebbe stato destinatario della sua scelta. Niente di fatto, ma solo per un pelo. Fila sbagliata di uno. La distanza è poca ma ugualmente abissale, solo un pizzico del profumo della sua pelle lo riesce ad inebriare. Con lo sguardo distratto cerca di carpire il suo nome sui social, nulla di fatto, si è già giunti a destinazione. Il sole nuovamente si alza dal letto del mare, le porte si aprono, gli occhi la cercano, parte il sospiro, ma questa volta dal gusto amaro. Nessuna chioma ondulata a rallegrare la sua mattinata. Il nemico sta tornando, è dietro la porta, non c’è più tempo, fra poco ci si ferma tutti. Nuovamente. La testa sorretta dal finestrino, il volume si alza, cancella tutto, è stata solo una illusione, una visione

(to be continued per gli ottimisti)

D’improvviso affusolate mani sfilano uno degli auricolari, Appoggia la testa sul suo petto cosicché le note entrano anche nel suo animo, accompagnate dalla voce di quel cuore che lei ha fatto risvegliare.

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