CONFESSIONE
- antonelloiovane

- 30 nov 2024
- Tempo di lettura: 1 min
La santa messa iniziò giusto quando Rocco superò la porta di ingresso. Un segno della croce rapido accompagnato dallo stupore di vedere tutti i banchi occupati. Decise di rimanere in piedi, appoggiato all’ultima colonna. Continuò a guardarsi intorno e riconobbe alcune autorità civili. Gli occhi, però, si fermarono all’ultima fila di banchi, dove era seduta una donna che richiamava la sua attenzione, ma non perché era attratto da lei. Il viso era troppo rude. Quando si girò di spalle, vide meglio quella cascata di capelli ondulati e biondi che cadeva su un cappottino elegante. Rocco subito capì perché, nonostante il prete urlasse, si era estraniato a guardare quella figura. Ritornò in sé, abbassò il capo e comparve un sorriso. Quando rialzò la testa, gli occhi erano luccicanti. “Lo conoscevi anche tu? Dispiace…”. La sua commozione era salva, si confondeva con quella degli altri. Il suo pensiero, però, non era per il defunto, ma era volato da lei che tanto somigliava a quella donna. In quel momento Rocco si rese conto che avrebbe voluto correre fin sotto casa sua, bussare al campanello, farla scendere e dirle ti amo. In quel momento Rocco si accorse che era innamorato di lei. “Chissà perché non possiamo dire ciò che proviamo”. Un dubbio prima che si domandasse dove fosse, cosa stesse facendo e se mai un giorno... Ah,, quanto l’avrebbe voluta al suo fianco! La messa era finita. Prima domenica di avvento e ciò che era arrivato era soltanto un vento gelido che sferzava la sua pelle e il suo cuore.







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