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TEO & SHIBA- SEGUI LE TUE PASSIONI

  • Immagine del redattore: antonelloiovane
    antonelloiovane
  • 21 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

«No, no e ancora no. Così non va bene, non c’è mordente!»

Ecco un’altra pallottola di carta in arrivo. Con il muso le faccio rotolare verso la porta dello studio. Povero Teo, non riesce a iniziare il nuovo romanzo. Ha tante idee per la testa, ma non trova il modo di organizzarle e darle la forma delle parole.

«Vediamo se ci sono novità dal concorso letterario.»

Speriamo abbia almeno un riconoscimento. Avvicina a sé il portatile, muove le mani in maniera frenetica sulla tastiera.

«Niente, anche quest’anno è andata male.»

Il rumore delle dita sui tasti, però, continua. Sullo schermo parte un video.

«Davvero può definirsi scrittore anche chi si auto pubblica e vende poche decine di copie a parenti e amici?»

Teo abbassa il monitor e scaraventa il computer per terra. Si lascia andare sul tavolo, nascondendo la testa tra le sue braccia.

«A chi voglio prendere in giro? Sì e no avrò venduto cinque copie. Nemmeno i parenti e gli amici mi supportano, neanche loro hanno capito cosa significhi fare lo scrittore. Tutti a chiedermi di regalargli il libro!»

Provo a consolarlo accarezzando con il muso le sue gambe.

«Eh cara Shiba, si vede che non è destino che faccia lo scrittore.»

Mi guarda con occhi malinconici mentre con le mani accarezza il mio pelo.

«Dai, andiamo a fare una passeggiata che tanto qui non c’è più nulla da fare.»

In tutto il tragitto in automobile regna il silenzio, il suo sguardo è perso all’orizzonte della strada che porta vero il mare. Nemmeno l’autoradio ha acceso. Provo a distrarlo scodinzolando davanti ai suoi passi sul lungomare. La mano con il guinzaglio infilata nella tasca, lo sguardo è fisso sulle scarpe, non vuole che saperne di rialzare la testa. I pochi runner presenti ci superano a gran velocità. Mi sto per strozzare con il guinzaglio. Smetto di camminare, mi volto e mi accorgo che

Teo si è fermato. Guarda l’enorme schiuma bianca provocata da un mare agitato dalla tempesta della notte. Ci dirigiamo verso la battigia, si siede sulla spiaggia a contemplare quell’enorme palla rossa che si immerge nelle acque. Son seduto accanto a lui…che palle! Basta, bisogna che Teo reagisca. Con le zampe davanti inizio a scavare una buca, buttando dietro alle mie spalle quanta più sabbia possibile.

«Ferma Shiba, che ti è preso?»

Nonostante mi accarezzi, non gli do retta nemmeno per un istante. Continuo nella mia opera fin quando la buca non è abbastanza profonda. Giro intorno a lui e gli salto addosso con le zampe cercando di spingerlo. Scoraggiato com’è, non ha nessuna voglia neppure di opporre resistenza. Cade come un salame nella buca e io con le zampe mi metto sopra al petto, tenendolo fermo lì.



«Che diavolo stai facendo, Shiba?»

Mi guarda con la testa che cerca di rialzarsi, ma io con le zampe anteriori inizio a saltellare sopra il suo petto.

«Mi vuoi seppellire?»

Abbaio in maniera forte e ripetuta alzando e abbassando la testa.

«Oppure mi sto seppellendo io stesso da solo…»

Chiude gli occhi e si abbandona sulla sabbia. Ha recepito il messaggio. Mi sposto e inizio a leccargli la guancia.

«No, Shiba, ferma, ferma. Ho capito che mi vuoi bene.»

«Mi scusi…ma è proprio lei?»

Una voce femminile interrompe il nostro idillio. Teo si rimette seduto e insieme guardiamo quella ragazzina con gli occhiali e le trecce in piedi davanti a noi.

«Dipende da chi stai cercando.»

«L’autore di questo libro qua.»

La sua mano si tende a mostrare una copertina a noi già nota. Teo rimane a fissare la ragazzina, le sue labbra si dischiudono.

«Sa, l’ho riconosciuta perché la seguo su Facebook. Me lo farebbe un autografo?»

Teo ancora non si è ripreso. Ci devo pensare io. Abbaio forte e con le zampe gli butto un po’ di sabbia addosso provocando la risata della ragazzina.

«Buona, Shiba, buona.»

«È davvero un bel cane…Mi scusi se sono stata così sfacciata, se per lei è troppo disturbo mi allontano subito.»

Teo si rimette in piedi e scrolla la sabbia rimasta attaccata ai pantaloni.

«Innanzitutto dammi del tu e chiamami Teo, altrimenti mi fai sentire troppo vecchio.»

«Mi scusi, è che lei è uno scrittore…»

«Lei? Lei chi?»

«Tu…»

«Così va meglio. Dai, passami il libro.»

La ragazzina è tutta sorridente, rossa in volto. Teo mette la mano alla tasca posteriore del jeans e tira fuori la penna.

«A chi ho l’onore di fare la dedica?»

«Martina, mi chiamo Martina.»

La penna tamburella per un po’ sul mento. Poi inizia a scrivere sulla pagina bianca.

«Io abito qui vicino, vengo sempre al tramonto sulla spiaggia a leggere.»

«Spero che sia una buona lettura.»

«Sono ancora a metà, ma mi sono già innamorata del protagonista.»

Ecco che firma, chiude il libro e lo consegna alla legittima proprietaria che riapre la copertina, legge e si commuove.

«Grazie!»

Con un balzo la ragazzina abbraccia il suo idolo.

«Grazie a te per essere una mia lettrice»

La fan si allontana correndo sulla spiaggia, forse non vede l’ora di far leggere la dedica a parenti e amici. Teo si sofferma a guardarla andare via

«Hai sentito Shiba? Ha detto “lei è uno scrittore”. Vieni, torniamo a casa. C’è un foglio bianco che aspetta di essere riempito.»

E vai! Questo sì che è il mio padrone!


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