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IL MURO GIALLO DEI SOGNI

  • Immagine del redattore: antonelloiovane
    antonelloiovane
  • 14 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

C’era una volta un ragazzo che camminava sempre a testa bassa. Non aveva alcuna voglia di incrociare lo sguardo delle persone, perché tutti l’avevano deluso. Dopo una giornata di pioggia, una domenica mattina decise di uscire per fare la sua solita passeggiata. I suoi passi si fermarono davanti a una pozzanghera. I battiti del cuore iniziarono a impazzire per ciò che vedevano riflesso in quello specchio d’acqua stagnante. Si decise così, dopo tanto tempo, ad alzare la testa per verificare se fosse o meno una fantasia della sua mente. E no: lei era ferma lì, davanti a lui, impegnata nella ricerca di qualcosa nella sua borsetta.

Trovate le chiavi, entrò nel portone di un palazzo. Il ragazzo rimase immobile: non fece in tempo a dire una parola, bloccato dal tumulto di emozioni divampate all’improvviso dentro di lui.

Quell’incontro non poteva essere un caso: decise di dare una chance al destino. Gli venne un’idea.Il giorno dopo si ripresentò davanti a quel portone e, sebbene non la incontrò, tirò fuori dalla tasca del giubbino una penna e il blocchetto di post-it che aveva appena comprato.Tolse il cellophane e, sul primo fogliettino giallo, scrisse soltanto una parola: “Ciao.”Lo staccò e lo attaccò sul muro vicino al portone.

Il giorno seguente tornò e ne lasciò un altro. Ogni giorno, in un orario diverso, senza mai incontrarla, e ogni giorno un nuovo post-it con un diverso messaggio. A volte una frase, a volte una sola parola. Alle volte si cimentava nel disegno — seppur non ne fosse capace — e altre volte stilizzava un semplice cuore.

Col passare delle settimane, quel muro divenne un mosaico giallo, meta di attrazione per gli altri cittadini, che iniziarono a fotografarlo. Lei, però, non si era più vista. Un sabato sera, il ragazzo si accorse che quello che aveva strappato era il penultimo post-it. Lo attaccò al muro e ci scrisse sopra: “L’amore non è per chi aspetta, ma per chi osa viverlo.” Si alzò il cappuccio e se ne andò via, riabbassando la testa, buttando via l’ultimo post-it, consapevole che il giorno dopo non avrebbe lasciato l’ultimo post-it.

La domenica seguente, durante la solita passeggiata, sempre a testa bassa, sentì la voce di un’anziana signora:— «Hai visto? Li hanno tolti tutti quei cosi gialli!»

Così il ragazzo alzò di nuovo la testa e vide, dall’altra parte della strada, che il muro era stato ripulito da tutti i suoi post-it. Anzi, no. Guardò con più attenzione e si accorse che ce n’era ancora uno, attaccato al centro del portone. Attraversò la strada, si avvicinò per vederlo. C’era scritto qualcosa sopra. Si chinò per leggerlo: “Penso che ci meritiamo il centesimo post-it.” Il biglietto sparì, perché il portone si aprì. Lei era lì, con il cartoncino vuoto dei post-it. Si guardarono negli occhi e sorrisero.


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