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LA FAVOLA DI VAIS E VUD

  • Immagine del redattore: antonelloiovane
    antonelloiovane
  • 26 mar 2024
  • Tempo di lettura: 1 min

Allo splender del primo sole di primavera, due neonati alberi si risvegliarono con l'alba. Osservarono con curiosità la propria corteccia diventata più robusta, si rallegrarono delle foglie spuntate sui propri rami.

“Ehi Vais, hai visto che bella giornata oggi”

“Si Vud, mi sto proprio godendo il calore di questa mattina”

“Io, però, mi annoio a stare fermo qui. Potremmo andare a divertirci per prati”

"Non è nella nostra natura muoverci, non le senti le radici che ci ancorano al terreno? Sono loro che ci danno la vita e ci proteggono.”

“Sì, le sento che mi stanno immobilizzando sempre di più. Per questo, prima che non ci riesca più, io vado a farmi un giro. Cosa mai potrà capitarmi?”

Così Vais tirò fuori le radici e si mise a correre sul prato, rotolò giù per la collina, fino a valle. Corse dietro una farfalla cercando di acchiapparla, si tuffò in uno stagno facendo il morto a galla.

Nel pomeriggio, però, l’azzurro del cielo lasciò il posto a grandi nuvole grigie che coprirono il sole. Tuoni, fulmini e un forte vento preannunciarono un terribile temporale che presto arrivò. Una fitta pioggia iniziò a cadere, così Vais ritornò sul prato cercando di ancorarsi alla terra ferma. Le radici, però, si erano indebolite, non riuscirono a scendere in profondità. Fu così che una potente folata di vento spazzò via Vais.

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